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Tor de' Cenci e Comprensorio

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La zona chiamata "Tor de' Cenci" è più vasta di quanto comprende oggi il quartiere. Dai documenti a noi conosciuti non è chiaro da quanti anni è stato attribuito questo nome. D'altronde non è trascorso molto tempo, se si pensa clic possa aver preso origine dalla nobile famiglia dei Cenci, anche se non è da considerarsi un fatto storicamente sicuro: occorre Lui documentazione più solida per affermano; non è sufficiente la testimonianza delle persone anziane. La terra dei dintorni era abitata già nell'antichità, come testimoniano gli scavi realizzati negli anni nei quali fu costruita la strada consolare "Pontina", ed altri che non sto ad elencare - zona controllata dalle Belle Arti. Si precisa che i primi abitanti costruivano le abitazioni solo sopra le colline, perché accanto alle strade in pianura c'era la palude, causa di tanta malaria.


Nei primi anni dell'Impero Romano (oltre 2000 anni fa), a Tor de' Cenci non esisteva una strada. Una via di conumicazione passava da Anzio per Pratica di Mare e per Castel di Decima, chiamato "Castro Decimo", direttamente ad Ostia Antica, quasi interamente lungo la costa del Mediterraneo. Il mare nei secoli seguenti si è ritirato di qualche chilometro, come anche le paludi. Dopo tra la via Laurentina e la via Ostiense, partendo dall'altezza di Tor di Valle, fu costruita una strada per la grande Campagna Romana che si congiungeva alla vecchia strada di Pratica di Mare - Ostia, proprio al Castro Declino, con la quasi certezza che passavo anche per Tor de' Cenci. Risalendo fino al 1547 si è venuti a conoscenza di una carta geografica della Campagna Romana Sud, disegnata a penna nera da Eufrosopio della Volpaia, sulla quale figurano le strade sopra descritte. Nella nostra zona ci sono molte rovine e ruderi, ma poche costruzioni rimaste, come la chiesetta di Castel di Decima che risale al IV secolo dopo Cristo, una specie di capanna rimodernata nei secoli. Non molto lontano vi è la Torraccia e una torre, casale fortificato, dove troviamo oggi "La Perna". La chiesa fa parte del Castel di Decima che appartenne ai monaci di S.Alessio, passato poi ai Frangipane, ai Sacchetti, ai Pallavicini ed oggi ai Vaselli. Intorno al 1700 dal Castro Decimo cominciò una prima bonifica delle terre. Nel 1740 il Cardinale Marchese Torrigiani (probabilmente neanche sacerdote, perché la cura spirituale era del Cardinale - Vescovo d'Ostia, fece fare un inventario di tutte le proprietà della sua famiglia, tra queste non figura ancora Tor de' Cenci.

 

  • Tenuta del Palazzo (intorno a Castel di Dechna)
  • Tenuta del Risaro (da Vitinia a Castel Porziano)
  • Tenuta dello Spinaceto (oggi Villaggio Azzurro - Tre Pini)
  • Tenuta Brunorio (oggi erroneamente chianiata Spinaceto)
  • Tenuta dellOliveto (tra Brunorio e Mostacciano)
  • Tenuta del Sughereto (oggi Centro Aeronautico Vallerano e Valleranello)
  • Tenuta della Pema con la Torre (allora era molto importante perché popolata)
  • Tenuta dei Monti della Caccia

Nel 1739 in zona Tor de' Cenci, vi abitavano soltanto nove famiglie, tutte di pecorai: sei di Leonessa, una di Sonnino, una di Cascia, una di Castelluccio di Norcia. Prima di arrivare al Castel di Decima, dopo il ponticello di Malpasso tra la tenuta della Perna e quella di Brunorio, in zona Tor de' Cenci si trovava la Capanna "Delli Bifolchi". Questa è la prima abitazione di Tor de' Cenci. Nel 1864 Tor de' Cenci si chiamava ancora "Casetta dei Bifolchi" ma dopo quell'anno non venne più nominata. Cambiò la proprietà? Purtroppo non si è saputo più nulla e le documentazioni sono mancanti.

Nel dopo guerra 15-18 arrivarono le prime famiglie dalla Ciociaria, dalle Marche, dall'Abruzzo tutte alle dipendenze del Comm. Angelini Luigi, proprietario della tenuta Tor de' Cenci, che organizzò un modello d'azienda agricola e pastorizia. L'azienda agricola fu gestita a conduzione diretta e a mezzadria. il signor Angelini donò circa l/2 ettaro di terra al Vicariato di Roma, per l'edificazione di una chiesa, dove effettivamente fu edificata. nel 1958 in Via Filippo Clementi, tuttora funzionante. Sempre il Signor Angelrini, spesso manifestava ai suoi famigliari, d'avere intenzione di creare a Tor de' Cenci, un centro abitativo e incominciò a vendere nel 1950 alcuni lotti nelle adiacenze dell'attuale Caserma dei Carabinieri. La caserma fu costruita nel 1939 (su un terreno a suo tempo donato). L'erede, il figlio Professor FratiCO, cOntinUò a vendere a lotti il terreno ereditato, ove tuttora è stato creato e realizzato il "Centro Storico". Il complesso edilizio è nato senza un piano regolatore e qui le abitazioni sono sorte abusivamente, senza un criterio edilizio. Lo scrivente è stato uno dei primi a procurarsi i ma casa, ove abitarci con la propria famiglia. Per l'abusivismo abbiamo subito minacce di demolizioni, da parte delle autorità con xinaii, contravvenzioni, denuncie all'autorità giudiziarie. Fango, polvere, acqua di pozzi non agibili, mancanza di mezzi di comunicazione pubblica e mancanza d'illuminazione. Un mezzo privato passava nelle ore mattutine e nel pomeriggio. Siccome nelle periferie di Roma e nel Suburbio, le costruzioni abusive sono state numerose, le autorità governative promossero al Parlamento di fare un condono edilizio per legiferare una sanatoria con legge 47/985 con tre fasce (secondo gli anni di costruzione).

La spesa per ottenere il bene arrivato condono è stata abbastanza onerosa, nell'ultima fascia è stata pagata anche la Bucalossi. Quando lo stato (Gescal) incominciò la costruzione delle case popolari a Spinaceto, dei servizi impellenti n'abbiamo usufruito anche noi del Centro Storico, metano, acqua potabile, mezzi pubblici ed elettricità. Il comune ci ha rese agibili le fogne delle acque bianche, soltanto alcune strade hanno fogne regolamentari. Il manto stradale è stato realizzato, le strade sono passate al Comune, come pure la manutenzione e la nomenclatura, è rimastra qualche strada privata.

 

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